Baronissi - La suggestione della storia. Il fascino della rievocazione scritta e diretta dal maestro Gaetano Stella. Giullari, trampolieri e mangiafuoco. E ancora: attori e figuranti in costumi d’epoca in scena nella splendida cornice naturale dell’anfiteatro di Sava. La storia di Baronissi, i suoi 200 anni, visti e raccontati attraverso gli occhi della rievocazione in programma giovedì 16 settembre alle ore 20,30.
«Vogliamo festeggiare i 200 anni di Baronissi in maniera riflessiva e culturale – ha detto Gaetano Stella – e lo faremo percorrendo in maniera emotiva le pagine salienti della sua storia. Affonderemo le mani negli episodi chiave che abbiamo scelto e li rappresenteremo attraverso una serie di scene particolarmente suggestive e vive. La prima, ad esempio, con Napoleone Bonaparte riproposto non solo in chiave storiografica, ma anche nella prospettiva di uomo che adorava la cioccolata calda a tal punto da assuefarsi al suo gusto di questa bevanda finanche in momenti delicati della sua vita. Vedremo Murat – sottolinea Stella – come uomo in carne ed ossa mentre firma il decreto della nascita del Comune di Baronissi nel lontano 26 gennaio 1810.
E poi vedremo ancora Francesco Bracale, patriota dei moti del 1848, che diventa capitano della Guardia Nazionale di Baronissi. Uno spettacolo calato nella cornice dell’anfiteatro comunale di Sava perché l’anfiteatro segna il passaggio dal’anonimato, da una Baronissi disattenta, superficiale ed incolta ad una città che è stata capace di appropriarsi della sua identità e del patrimonio storico e culturale».
Lo spettacolo scritto e diretto da Gaetano Stella è uno dei momenti che scandisce il ricco programma di eventi dedicati ai festeggiamenti dei 200 anni delineato dall’assessore alla Cultura Nicola Lombardi e dal sindaco Giovanni Moscatiello.
«Un popolo che non ha memoria è un popolo che non ha identità né futuro – afferma il primo cittadino – è soprattutto per questo motivo che abbiamo scelto di modellare uno spettacolo in grado di far emergere l’anima e lo spirito di chi ha lasciato una traccia, un’orma nella storia di Baronissi. Invito i ragazzi, gli studenti, i giovani di Baronissi a vedere lo spettacolo perché la storia prenderà vita nel corpo e nello spirito degli attori e sono certo appassionerà quanti, tra i più giovani, hanno avuto modo, sino ad oggi, di leggerla dai libri o guardando le immagini in bianco e nero».
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