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Mercato San Severino, successo oltre ogni aspettativa per "Il lago dei cigni"

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teatrocomunaleMercato San Severino. Grande affluenza di pubblico, quello delle grandi occasioni, e uno spettacolo davvero ad altissimo livello, preparato con cura e con grande perizia e maestria tecnica e coreutica: stiamo parlando de "Il lago dei cigni", capolavoro nonché opera più nota del celebre Ciaikowski; l’appuntamento con questo famoso balletto si è potuto vivere giovedì 26 gennaio scorso, allorquando sul palco del teatro comunale di Mercato S. Severino si sono alternati i componenti (in tutto circa sessanta tra figuranti e comparse) del corpo di ballo del Rostov State Ballet, eccezionali nel loro rigore e nell’impegno profuso per deliziare l’attento e severo, esigente uditorio che segue le proposte – variegate e di qualità – offerte da Fondazione Teatro, nell’epigono di Margi Villa, sua presidente, per tenere alto il nome del Comunale. Il tutto in occasione della consueta programmazione della rassegna drammaturgica che ogni anno rinnova e conferma i suoi "accoliti", i suoi fan. Stavolta è stato appunto il balletto classico a costituire un happening particolare per gli appassionati melomani e gli aficionados dell’arte della leggiadria e della delicatezza, della purezza. A S. Severino, il 26 gennaio, è stata dunque apprezzatissima l’esibizione dello State Ballet di Rostov, un sodalizio fondato nell’autunno del 2000, che da allora miete successi; la compagnia è nata grazie a Viatcheslav Kushchev, direttore artistico del Rostov State Musical Theatre. Movimenti cadenzati, soavi, ritmici e armonici allo stesso tempo; incalzanti balli ed eleganti e ben cronicizzati virtuosismi con gentili volteggi: questo a rappresentare un momento di alto valore ideale e simbolico, ricco di suspence e per niente noioso, anzi appassionante e trepido. Tutti realmente all’altezza della situazione, i ballerini, vigorosi e ben torniti: dal cattivo di turno, vestito di nero, al giullare, al principe; molto delicate e ovattate le ballerine rappresentanti i cigni, che addirittura sembravano levitare come queste eleganti e narcisistiche creature. Una coreografia – quella di Elena Ivanova – ricca di precisione e di figurazioni simmetriche. "Il lago dei cigni", parte della trilogia Ciaikowskiana, che contempla anche "La bella addormentata" e "Lo schiaccianoci", si inserisce nel filone ballettistico del tardo Romanticismo, sviluppatosi soprattutto in Russia. È ancora oggi il balletto più apprezzato in tutto il mondo, grazie alla sua particolare vena romantico-crepuscolare, per la tematica dell’amore e della rinuncia e per l’evidente influsso wagneriano e shopenhaueriano che si stempera armonicamente e perfettamente nell’ambito della parte lirica che tende a quella più squisitamente drammatica. La trama originale prevede un’introduzione e quattro atti, con diverse conclusioni a sancire un lieto fine o un retrogusto amaro nella tristezza della sconfitta dell’amore tra due candide creature: il principe e Odette; protagonisti più importanti, assieme ad altri personaggi interpretati allo stesso modo validamente, sono il principe Siegfrid e Odette. Odette è la regina dei cigni, che appaiono tali – sotto forma appunto di animali – fino alla notte, quando ridiventano fanciulle. Prigioniere del sortilegio del malvagio Rothbart, le splendide ragazze ed Odette attendono una promessa di matrimonio in punto di morte, per poter spezzare l’incantesimo; il giovane principe invita Odette al ballo del giorno dopo, durante il quale sceglierà la compagna della propria vita. Il giorno seguente, però, si presenta a corte il perfido mago Rothbart, con la figlia Odile – riconoscibile dal costume nero – la quale ha assunto l’aspetto magico di Odette; il piano dello stregone consiste nel far sposare la figlia e Siegfried, in modo da tenere Odette ancora in suo potere. La macchinazione sembra funzionare, e il momento tanto atteso dal malvagio Rothbart sta giungendo. Ma il bene, in tutte le storie, vince sempre tutto, vince il male – anche se il finale è comunque triste: nell’istante opportuno, il principe scorge la vera Odette, la ragazza di cui è innamorato e - disperato per essersi fatto così subdolamente ingannare – le corre incontro nella notte per cercarla. Odette morente sta già piangendo il crudel destino che la attende e proprio allora giunge lo spasimante, Siegfried, che raccoglie il suo ultimo afflato disperatamente. Il balletto presentato a S. Severino, pur durando a lungo ed essendo ben interpretato, ha secondo noi "tagliato" qualche scena. Belli i costumi, soprattutto nell’ambito delle danze tradizionali russe portate in scena secondo il copione originale del grande compositore russo; ottima la coreografia. A proposito di Ciaicowski, dobbiamo dire che "Il lago dei cigni" fu in origine un grande insuccesso, un flop – lo chiameremmo oggi. Infatti pare che lo zar in persona – addirittura! – abbandonasse insoddisfatto il teatro prima della conclusione dell’opera. Lo stesso compositore morì prima del vedere riconosciuto il valore oggi consono a questo suo capolavoro; bisognò attendere il 1895 perché fosse tributato a "Il lago dei cigni" il giusto e senz’altro meritato trionfo. Infine, tornando alla rappresentazione sanseverinese, anche gli scenografi di questo balletto si sono trovati "implicati" – se così si può affermare – nella spinosa questione ed affaire del blocco dei tir alla barriera autostradale di S. Severino, in seguito alla ondata e alla catena di scioperi indetti per protestare sul caro gasolio. Un piccolo “incidente” senza altri intoppi, un contrattempo, fortunatamente di poco rilievo e che non ha inciso sulla qualità dello spettacolo nè sul suo svolgimento.

Anna Maria Noia
Venerdì 27 Gennaio 2012
IRNO.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA



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