Fisciano. "Sfrenesia Corrente" è la commedia che gli "Amici di Liuccia" porteranno in scena a Lancusi venerdì 22 giugno in occasione della festa patronale di San Giovanni Battista. La novità di quest'anno è che il testo è stato scritto da una componente del gruppo, Chiara Guadagno, al suo debutto come autrice teatrale. Una nuova sfida per Chiara e per tutta la compagnia coordinata quest'anno da Lanfranco Capozzoli che, messo da parte Scarpetta, ha deciso di sperimentare nuovi linguaggi vicini al pubblico attraverso il lavoro di Chiara. Abbiamo chiesto all'autrice qualche informazione in più su "Sfrenesia Corrente". • Com'è nata l'idea di scrivere una commedia? «Durante lo scorso inverno ho assistito a Fisciano alla rappresentazione teatrale "Natale a casa di Eduardo": la commedia ci ha fatto sbellicare dalle risate, ha entusiasmato tantissimo il pubblico. Inizialmente non sapevo che l'autore fosse un ragazzo del luogo, poi dopo averlo scoperto ho pensato che si può scrivere del teatro senza per forza chiamarsi Scarpetta. A questo poi si è aggiunto il mio desiderio di mettere per iscritto le vicende dei miei nonni che hanno rappresentato una parte importante della mia infanzia».
• Perché questo titolo "Sfrenesia Corrente"? «È un modo di dire frequente e suggestivo coniato da mio nonno Ciccio, quasi uno slogan, che mi ha sempre molto colpito e che ho inserito anche nella commedia in vari passaggi: "O munno s'è sfrenato, è una sfrenesia corrente", il mondo è impazzito e non c'è rimedio e continua a sfrenarsi».
• A cosa si ispira la trama? «La trama non è molto articolata, la comicità non è tanto di situazione ma di personaggi e di linguaggio. Sicuramente la commedia risente di alcune mie esperienze di vita, tra cui gli studi classici: infatti ci sono riferimenti al greco e al latino che in apparenza possono sembrare noiosi ma poi rivelano anche un lato divertente. Per quanto riguarda i personaggi alcuni di questi sono estremizzati e tendono quasi al paradosso. Fonte di ispirazione sono state le "caricature" del teatro di Scarpetta, che da un piccolo difetto sia fisico che caratteriale riesce a costruire un intero personaggio con risultati esilaranti».
• Se dovessi scrivere una nuova commedia a quale altro autore ti ispireresti oltre a Scarpetta? «Ho già qualche idea in proposito... penso di ispirarmi in questo caso alla "commedia della beffa" di Plauto e anche al teatro di Molière».
• Hai un po' di paura per questo debutto? «Sicuramente. Sono molto emozionata, sia come attrice, perché per me e per i miei compagni di scena c'è la classica adrenalina che sale prima di andare sul palco, sia come autrice, per il timore conseguente al fatto di essermi messa in gioco attraverso un lavoro che mostrerò a breve ai miei compaesani. È molto forte anche un altro sentimento: la gratitudine verso mio marito Giuseppe che in questa splendida avventura mi ha sempre spronata ed incoraggiata, persino in momenti in cui, forse a causa della poca fiducia in me stessa, avevo deciso di abbandonare il progetto».
• Che cosa dicono i tuoi nonni del fatto che sarà rappresentata in piazza una commedia che li vede protagonisti? «Non si sono sbilanciati più di tanto, ma penso che ne siano fieri. Infatti quando ho chiesto loro il permesso di poter chiamare i protagonisti della commedia con i loro nomi mi hanno risposto che era un vero onore».
Valentina SerraSabato 16 Giugno 2012IRNO.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA
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