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Mercoledì
08 settembre 2010
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La pazienza di Dio...

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di Sr Ilaria Colombo - Suore Francescane Angeline

Terza domenica di Quaresima. Il Vangelo di oggi, tratto da San Luca, ci invita a dare una svolta seria alla nostra vita, i spinge versa una conversione autentica, nella consapevolezza che la pazienza di Dio è davvero infinita ed egli sa attende, dentro storia personale di ciascuno di noi il tempo della conversione e del rinnovamento, ma questa possibilità continua di conversione non é destinata all’infinito, come la nostra stessa vita umana.

Il fico che non produce frutti, protagonista del Vangelo di oggi, è il chiaro esempio portato da Gesù di come bisogna aver pazienza ed attendere i tempi necessari per la conversione delle persone. Quando la fede traballa, quando non si ha più speranza nel domani, quando tutto sembra crollare, il credente è l'uomo che spera contro ogni disperazione e quando tutto sembra impossibile ed irraggiungibile allora si accende quella luce che fa ripartire la vita di grazia nella propria esistenza, dimentica di Dio.



Il fico è stato piantato per raccogliere a suo tempo frutti dolci e nutrienti. E' questa la sua vocazione... ma la pianta descritta nel Vangelo sembra invece avere la vocazione solo di sfruttare il terreno e di non dare nulla.
Quanta pazienza ha questo vignaiolo con questa pianta! Lui ha fiducia che potrà dare il frutto che ora non si vede... basta prendersi cura di lei e non condannarla subito.
Sono queste la stessa pazienza e la stessa cura che Dio ha con ciascuno di noi!
Dovremmo produrre frutti buoni, che servono ad addolcire e nutrire la vita di altri. Ma ci accorgiamo spesso che dai rami delle nostre giornate non pende nulla.
Per questo siamo stati piantati nel pezzetto di terreno dove siamo ora, che è la nostra parrocchia, le nostre amicizie, la nostra famiglia e quel pezzetto di umanità che incontriamo nella nostra vita quotidiana.
Ma Dio ha pazienza con noi. Non ci taglia subito. Si prende cura di noi con tutti i mezzi d'amore che lui conosce. Mezzi a volte misteriosi che lui sa essere sanificanti per noi perché  Lui sa che c’é in ciascuno e la possibilità di ritornare o di cominciare a dare frutti dolci e buoni.
Ma noi ho la stessa pazienza con noi stessi e con la nostra vita?
Sappiamo resistere di fronte alle delusioni quando ci vediamo improduttivi? Cosa facciamo perché la nostra vita umana e cristiana porti frutto?
Abbiamo la stessa pazienza con chi ci sta vicino e dal quale a volte pretendiamo troppo e subito?
Tutti siamo come il fico della parabola! Tutti siamo sotto la pazienza e la cura di Dio, che crede ancora nell'uomo che Lui ha piantato nel giardino della storia. La stessa pazienza e cura viene chiesta a me, a noi.

Chiediamo oggi nella preghiera la sua misericordia ed il perdono delle nostre fragilità, con l'impegno di cambiare vita e strada, ovvero di convertirci a vita nuova: "Dio misericordioso, fonte di ogni bene, tu ci hai proposto a rimedio del peccato il digiuno, la preghiera e le opere di carità fraterna; guarda a noi che riconosciamo la nostra miseria e, poiché ci opprime il peso delle nostre colpe, ci sollevi la tua misericordia. Amen".

 

 

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