Oltre 600 persone, molti docenti universitari e delle scuole della provincia, ma anche studenti e famiglie, hanno partecipato al convegno “Dislessia in età evolutiva”, promosso dall’Università degli Studi di Salerno e l’Associazione Italiana Dislessia (AID) per far conoscere la tematica ad un pubblico ampio e per promuovere e divulgare elementi e azioni concreti, anche alla luce degli ultimi studi scientifici in materia, per favorire il processo di accoglienza e di integrazione.
L’incontro si è aperto con i saluti del Magnifico Rettore Raimondo Pasquino e l’introduzione di Grazia Thea Quaranta, coordinatrice regionale AID.
Moderato dal prof. Michele Cesaro, Delegato del Rettore alla Disabilità, il convegno ha visto gli interventi di Luca Grandi, responsabile centro ricerche Anastasis, della prof.ssa Giulia Savarese, docente di Psicologia dell’handicap e della riabilitazione dell’Ateneo salernitano, e del prof. Giacomo Stella, Professore Straordinario di Psicologia Clinica presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell'Università di Modena e Reggio Emilia, Direttore scientifico di I.RI.DE. (Istituto di Ricerca Dislessia Evolutiva), Direttore del Centro di Neuropsicologia Clinica dell'Età Evolutiva dell'Università di Urbino.
La dislessia, disturbo specifico dell'apprendimento di origine costituzionale, si manifesta come grande difficoltà nell'imparare a leggere in modo corretto e fluente. La dislessia fa parte dei Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA), classificati dall'OMS come disturbi che non coinvolgono assolutamente le attività globali quali l'intelligenza, la creatività, l'affettività, piuttosto
i ragazzi con DSA, molto spesso, hanno un'intelligenza superiore alla norma. Si pensi che Leonardo da Vinci, Albert Einstein, Winston Churchill, Walt Disney, John F. Kennedy, Isaac Newton, sono solo alcuni tra i personaggi famosi affetti da questi disturbi.
Oltre alla dislessia (disturbo della lettura) esistono altri disturbi spesso ad essa correlati: disgrafia e disortografia (disturbi della scrittura), discalculia (disturbo delle capacità di calcolo).
Benché negli ultimi anni maggiore sia stata l'attenzione dedicata al problema complesso della dislessia, di cui ne soffre oltre il 5 per cento della popolazione scolastica, sono ancora troppi gli studenti, vittime di questo disturbo e non sufficientemente supportati da interventi mirati che un sistema dell'istruzione, improntato al diritto allo studio, è chiamato a mettere in atto.
Inoltre, poiché solamente di recente si parla di screening precoce nei bambini che iniziano il loro percorso scolastico per individuare, da subito, eventuali disturbi dell'apprendimento,
è possibile che studenti universitari non siano consapevoli che alcune delle difficoltà che incontrano nel percorso di studi possono essere legate alla dislessia.
Si può ben comprendere come il problema - che sembra avere anche una base genetica - trascinato fino all'età adulta possa incidere negativamente sullo sviluppo della personalità e delle potenzialità delle persona colpita.
Tutto ciò comporta, inevitabilmente, un grave senso di frustrazione che inficia il percorso formativo dello studente, costringendolo, in molti casi, all'abbandono della carriera universitaria, e pregiudicandone persino il suo inserimento sociale e lavorativo.
Si calcola che nelle sue varie forme e livelli di gravità la dislessia evolutiva in Italia colpisca 1,5 milioni di cittadini. Anche nel territorio salernitano il fenomeno è rilevante ed è fondamentale che anche l'Università, in quanto agenzia educativa, ne prenda ufficialmente coscienza e promuova azioni capaci di contrastarlo, adottando nei confronti dei vari soggetti interessati un approccio efficace e scientificamente informato.
Ecco perché il mondo accademico è chiamato a potenziare la sfera delle conoscenze e delle relazioni, a incontrare e a riconoscere le "differenze" per crearne ricchezza. In questa ottica risulta estremamente utile fornire a studenti ed operatori gli strumenti conoscitivi per affrontare al meglio il problema dei DSA e incidere in positivo sul processo di insegnamento-apprendimento che coinvolge i soggetti dislessici.
In alcune Università italiane è possibile per gli studenti dislessici avere una attenzione specifica per le loro esigenze. L'università di Bologna, ad esempio è la prima ad aver messo in piedi una struttura ad hoc per affrontare il fenomeno. L'Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia e l'Ufficio Accoglienza Disabili, garantiscono a tutti gli studenti che presentano diagnosi di dislessia, la possibilità di utilizzare ausili compensativi e dispensativi (informatici e didattici) al fine di garantire loro una più efficace frequenza alle lezioni universitarie, la possibilità di usufruire di tempi più lunghi e/o di sostenere gli esami scritti in forma orale. Analoghe iniziative sono ormai in essere anche presso le Università di Urbino, di Genova, di San Marino.
L'Ateneo di Salerno, in collaborazione con l'A.I.D. (Associazione Italiana Dislessia), ha organizzato un convegno per far conoscere ad un pubblico più ampio quanto qualificato la tematica dei DSA, nonché per promuovere e divulgare elementi e azioni concreti, anche alla luce degli ultimi studi scientifici in materia, con l'intento di favorire il processo di accoglienza e di integrazione.
In particolare sarà presente una figura di grande spicco del mondo accademico e il fondatore dell'Associazione Italiana Dislessia, il Prof. Giacomo Stella, Professore Straordinario di Psicologia Clinica presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell'Università di Modena e Reggio Emilia, Direttore scientifico di I.RI.DE. (Istituto di Ricerca Dislessia Evolutiva), Direttore del Centro di Neuropsicologia Clinica dell'Età Evolutiva dell'Università di Urbino.
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