di Gerardo de Luca
A volte i sogni si realizzano! Elio Germano, attore semi-sconosciuto in Patria, vince il premio più ambito, dopo l’Oscar, dagli attori di tutto il mondo, quello di Miglior interprete maschile al festival del Cinema di Cannes. L’ultimo italiano a ricevere questo premio è stato Stefano Madia, nel 1979, per Caro papà di Dino Risi. Ma di italiani “impalmati” a Cannes se ne sono visti abbastanza: da Tognazzi a Giannini, da Mastroianni a Volonté passando per la Lisi, la Piccolo e la Loren, tutti, però, in tempi non recentissimi. Quando i film italiani erano influenti e premiati. Di questi tempi, quindi, un trentenne che vince, dopo trent'anni, è semplicemente un evento, benchè il premio sia da condividere ex aequo con Javier Bardem.
Sono rincuorato, gaudente e speranzoso. Forse Germano segna la svolta. Forse si aprirà un nuovo rinascimento per il nostro Cinema. Forse i trentenni non verranno più sottovalutati e svalutati. Forse, finalmente, possiamo riappropriarci di una virtù dimenticata dai più: saper produrre arte.
E’ l’affermazione, la consacrazione di una nuova generazione di attori, ne cito solo alcuni, tra i quali Claudio Santamaria, Pierfrancesco Favino, Jasmine Trinca, Riccardo Scamarcio senza dimenticare i più noti, ma non per forza più talentuosi, Stefano Accorsi e Kim Rossi Stuart. Tutti attori, quelli appena citati, che potete ritrovare nel film di Michele Placido Romanzo criminale, un film che segna il ritorno del cinema italiano alla retrospettiva storico/politica e non solo (del 2005, basato sull'omonimo romanzo di Giancarlo De Cataldo). A questi si aggiungono i nomi di Laura Chiatti (L'amico di famiglia di Paolo Sorrentino), Maya Sansa (Buongiorno, notte di Marco Bellocchio), Valerio Mastandrea Premiato a sorpresa il cinema italiano a Cannes.
Anti divo per eccellenza, Elio Germano è il protagonista nel nuovo film di Luchetti La nostra vita. Nella pellicola veste i panni di un “rabbioso proletario”, vedovo, padre di tre figli che insegue la ricchezza economica nel vano tentativo che essa possa colmare il vuoto causato dalla perdita della moglie.
A colpire però non è il fatto che l’Italia ha vinto, per una volta e meritatamente, uno dei premi più bramati, no! A colpire è la polemica innescatasi per l’insolito ma coraggioso appello con cui l’attore dedica la sua vittoria all’Italia “migliore dei suoi governanti”.
Non capisco il contraddittorio! Se fosse un ministro, di fregnacce ne dicono a iosa anche loro, potrei capire l’indignazione, ma Elio Germano è un libero e onesto cittadino italiano, con tanto di diritto alla libera espressione, che ha dedicato il prestigioso riconoscimento a tutti noi, reputandoci migliori di quello che di noi si possa dire all’estero. Se ne dicono davvero tante, per via delle continue figuracce che facciamo quando i nostri rappresentanti compiono atti, a dir poco puerili, che vengono scambiati per stupidità dai cronisti annoiati di mezzo mondo.
Vi prego basta polemiche, godiamoci il premio e andiamo a vedere La nostra vita che oggi esce in tutte le sale. Mi aspetto un vostro giudizio sul film. Buona visione!






