Baronissi - Si chiama “H2O” ed è il progetto sulla “Casa dell’Acqua” che ha ottenuto, nellon scorso consiglio provinciale, un finanziamento pari a circa 21mila euro. L’intervento, proposto dai consiglieri comunali Tonino D’Auria e Raffaele Petta, è stato curato dal vice sindaco Anna Petta che ha predisposto l’istruttoria propedeutica all’inserimento del progetto nello schema di finanziamento. Da indagini di mercato è emerso che il costo dell’intero progetto ammonta a circa 50.000 euro per la struttura in cemento e di circa 35.000 euro per il modulo prefabbricato. I costi di gestione e la gestione dell’erogazione di anidride carbonica ammontano a circa 10.000 euro annui.
«E’ un progetto che qualifica ulteriormente l’azione di questa Amministrazione sul versante dei servizi al cittadino nell’ottica di una generale riduzione dei consumi e dei costi per l’utenza oltre che di una precisa scelta politica di assecondare dinamiche virtuose legate all’utilizzo di sistemi e materiali “bio” – sottolinea il vice sindaco – lo stiamo facendo con il piano energetico comunale, il cui studio di fattibilità è stato appena approvato, ed ora lo faremo anche con le “Case dell’Acqua” che rappresentano un altro step in avanti nel processo di formazione di una Baronissi eco-sostenibile».
«E’ un primo risultato che premia l’impegno che abbiamo profuso nella stesura del progetto – dichiara Tonino D’Auria – tra l’altro ho già avviato tempo fa i primi contatti con una società specializzata che opera a livello nazionale e che è pronta a realizzare anche a Baronissi i moduli prefabbricati predisposti per l’erogazione. Per me e per l’intera maggioranza è un altro tassello che si aggiunge al programma dei fatti e non delle chiacchiere da marciapiede».







