(Lc 14,25-33) Le parole di Gesù bruciano, sono difficili, perfino pericolose se capite male, ma a capirle a fondo sono bellissime. Sembrano una crocifissione e sono una risurrezione del cuore. Spezzano la conchiglia per trovare la perla. Il centro di queste frasi non sta in una serie di «no» detti alle cose belle e forti della vita, ma in un «sì» detto a una cosa più bella ancora, che Dio solo ha e nessun altro può dare.
L'accento delle frasi non è sulla rinuncia, ma sulla conquista. È come se Gesù dicesse: tu sai quanto è bello voler bene a padre, madre, moglie o marito, ai figli, quanto fa bene, quanto fa vivere. Io ti offro un bene ancora più grande e bello, che non toglie niente, aggiunge forza, gioia, profondità. Dice Gesù: io posso darti più di tutti gli affetti della famiglia... Sembrano le parole di uno fuori dalla realtà, di un esaltato: «Io ho qualcosa di più bello delle esperienze più belle che puoi fare sulla terra, io solo posso farti rintracciare la felicità. Io solo». Nessuno ha mai detto «Io» con questa forza e con questa pretesa.


