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Mercoledì
08 settembre 2010
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Spiritualità

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Spezzano la conchiglia per trovare la perla

(Lc 14,25-33) Le parole di Gesù bruciano, sono difficili, perfino pericolose se capite male, ma a capirle a fondo sono bellissime. Sembrano una crocifissione e sono una risurrezione del cuore. Spezzano la conchiglia per trovare la perla. Il centro di queste frasi non sta in una serie di «no» detti alle cose belle e forti della vita, ma in un «sì» detto a una cosa più bella ancora, che Dio solo ha e nessun altro può dare.

L'accento delle frasi non è sulla rinuncia, ma sulla conquista. È come se Gesù dicesse: tu sai quanto è bello voler bene a padre, madre, moglie o marito, ai figli, quanto fa bene, quanto fa vivere. Io ti offro un bene ancora più grande e bello, che non toglie niente, aggiunge forza, gioia, profondità. Dice Gesù: io posso darti più di tutti gli affetti della famiglia... Sembrano le parole di uno fuori dalla realtà, di un esaltato: «Io ho qualcosa di più bello delle esperienze più belle che puoi fare sulla terra, io solo posso farti rintracciare la felicità. Io solo». Nessuno ha mai detto «Io» con questa forza e con questa pretesa.

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Seguimi...e non voltarti indietro (Lc 9, 51-62)

“Tre brevi dialoghi su come seguire Gesù. Il primo personaggio che entra in scena è un generoso e dice: Ti seguirò, dovunque tu vada! Gesù deve avere gioito per lo slancio, deve aver apprezzato l'entusiasmo giovane di quest'uomo. Eppure risponde: Pensaci. Neanche un nido, neanche una tana, solo strada, ancora strada. Non un posto dove posare il capo, se non in Dio, quotidianamente dipendente dal cielo. Così è Gesù: nudo amore che deve essere amato in nuda povertà. Eppure seguirlo è scoprire una ricchezza che mai avrei immaginato; è diventare ricchi, non di cose, di luoghi o nidi, ma di incontri, di opportunità, di luce. Gesù non ha una casa, ma ne trova cento sul suo cammino, colme di volti amici. Le parole di Gesù sono sempre, anche quelle dure, una risposta al nostro bisogno di felicità. Il secondo riceve un invito diretto: Seguimi! E questi risponde: sì. Solo permettimi di andare prima a seppellire mio padre.

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Chi sono io per te? (Lc 9,18-24)

di Suor Ilaria Colombo

Inizia l’estate le vacanza e la mente già sogna i luoghi di villeggiatura... eppure oggi la Parola del Maestro risuona chiara e forte: "Chi sono io per te?"
Torniamo allora con i piedi per terra e mettiamo da parte per un momento i sogni vacanzieri, proviamo anche a non pensare alle risposte preconfezionate del catechismo o delle omelie del Parroco: prova, in  libertà a dare la TUA personale e unica risposta.
Chi è Gesù per te? Quale spazio, quale tempo della tua vita è per Lui? Con Lui o senza di Lui è la stessa cosa? Cos'è cambiato negl'ultimi anni del tuo rapporto con Lui: cresciuto, diminuito o neanche ti ricordi di averlo? Nelle scelte importanti o quotidiane, ti confronti con la sua Parola o pretendi che il buon Dio metta un timbro a cose fatte?
Provaci, guardati, confrontati, fatti aiutare, mettiti a nudo davanti alla Parola.
E poi, così come sei, lasciati invitare. Lascia che il Maestro getti nel tuo cuore la certezza che c'è un cammino promettente davanti a te. Faticoso, certo. Ma cento volte ricco di bellezza.
"Se qualcuno vuol venire dietro a me…" Gesù è chiaro: c'è una possibilità nuova, c'è un invito, una partenza. No, non è per gli altri. E' per te. Per te che senti il desiderio di liberare tutto l'amore che hai nel cuore. Per te che senti la tua fede stanca, abitudinaria, insipida.

 

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Lc 7,36 – 8,3 Una rivoluzione d’amore

“Un momento esplosivo del Vangelo, che rovescia convenzioni e ruoli, che mette prepotentemente al centro l'amore: questa donna ha molto amato. Questo basta. Un Vangelo che ci provoca, ci contesta e ci incoraggia. La fede non è un intreccio complicato di dogmi e doveri. Gesù ne indica il cuore: ama, hai fatto tutto. Ecco una donna venne- con un vasetto di profumo. Non con la cifra corrispondente (da dare ai poveri), non a mani vuote, non con un discorso di belle parole. Viene con quello che ha, con ciò che esprime amore, più che pentimento. Qualcosa per il corpo di Gesù, solo per il corpo, e che rivela amore. Bagna i suoi piedi con le lacrime, li asciuga con i capelli, li profuma, li bacia. Sono gesti imprevisti, nuovi, oltre la legge, oltre lecito e illecito, oltre doveri o obblighi, con una carica affettiva veemente. Ai quali Gesù non si sottrae, che apprezza. Bastava, come tanti altri, chiedere perdono.

 

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Corpus Domini -“Fate questo in memoria di me!”

di Suor Ilaria Colombo

Condivido con voi questa bella riflessione di P.Cantalamessa, sul senso del fare memoria del dono di Gesù, augurando a tutti voi che questa vesta rinnovi nel nostro cuore l’amore per un Dio che é da sempre solo amore!

“La memoria è una delle facoltà più misteriose e più grandiose dello spirito umano. Tutte le cose viste, udite, pensate e fatte fin dalla prima infanzia, sono conservate in questo seno immenso, pronte a ridestarsi e a balzare alla luce, a un richiamo esterno o della stessa nostra volontà. Senza memoria, cesseremmo di essere noi stessi, perderemmo la nostra identità. Chi è colpito da amnesia totale, vaga smarrito per le strade, senza sapere né come si chiama, né dove abita.

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