di Domenico Cardaropoli
La fantasia rustica degli stand e il morbido fragore di castagni e pioppi lasciano poco spazio alle intemperie della vita moderna. Il convento di San Francesco a Bracigliano diviene, in questi quattro giorni di sagra, il centro spirituale e gastronomico del paese.
Non solo fraternità e benevolenza, ma anche ospitalità e generosità nei confronti delle tante persone che accorrono all’evento. Unica nel suo repertorio, questa sagra oltre alla ricerca di sapori nostrani vuole mettere in primo piano quello che è il vero spirito Francescano, umile e povero. La pace e la spiritualità che si incontrano nei luoghi del convento sono sensazioni atipiche per chiunque non conosca tale ambiente,
il piacere di cenare e sostare, anche se, solo per un’ora, tra le piante e i fiori del chiostro Francescano è un’emozione che dilata i sensi umani e ne sfiora l’animo. Non solo natura, ma anche arte e cultura ad allietare i visitatori che potranno osservare molteplici opere d’arte che da secoli adornano i corridoi e la chiesa del Santo Patrono d’Italia. L’evento è terminato ieri, domenica 5 Settembre, giorno in cui gli stand della sagra sono stati aperti sia al mezzogiorno che di sera.
(foto di G. Liguori)



